Di questa vita
(1992)


MEZZO ANGOLO DI CIELO
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Io non capisco quante anime ho
una ti cerca un'altra dice di no
da quanto tempo non ti sento più mio
io come tanti sono senza...Dio
mi guardo attorno è c'è la realtà
paesi in guerra e storie senza pietà
la tua preghiera invece è solo un fruscio
chiunque uccide un altro è senza Dio
Dove sei
la gente non ne può più
perchè non serve quaggiù
quel mezzo angolo del cielo
da dove guardi noi
un mezzo angolo di cielo
che è solo per gli eroi
ma noi non siamo così
dobbiamo vivere.
Quel bimbo magro non ha fame di te
ne gli interessa di sapere chi è
il padre in cielo che agonizza il suo io
lui soffre piange e muore senza Dio.
Dove sei
la gente non ne può più
perchè non serve quaggiù
quel mezzo angolo del cielo
da dove guardi noi
un mezzo angolo di cielo
che è solo per gli eroi
ma noi non siamo così
dobbiamo vivere.
Quel mezzo angolo del cielo
per quelli come te
ma noi non siamo così
dobbiamo vivere.

OGNUNO
(F. Berlincioni - G.Belleno)


Ognuno ha un tavolo di stuazioni
apparecchiate dalla vita
ognuno mangia i suoi momenti buoni
ogni speranza grande e ripulita
e beve sempre dalle sue emozioni
ognuno vede quello che ha davanti
la pioggia fitta e le schiarite
ognuno cresce in mezzo a tutti quanti
a volte è causa delle sue ferite
ognuno dice cose inutili e importanti.
Ognuno è figlio di se stesso
e non dimentica che è padre
dei giorni duri come un osso
di quella cesta di scemate
ognuno disfa e poi ricuce
ognuno parla e si traduce
ognuno spende più di tanto
ed è padrone poi di niente
ognuno quando è troppo solo
si mischia al cuore della gente.
Ognuno ha un numero di confessioni
fantasmi stesi sotto il letto
le scottature delle delusioni
una certezza chiusa dentro il petto
ognuno ha un tempio di momenti vuoti
ognuno sbriciola le sue risate
come pannocchie di frumento
ognuno vive notti più agitate
notti di luna diventate argento
ognuno aspetta quando arriva la sua estate.
Ognuno scivola sul tempo
anche se mette le radici
la vita soffia troppo vento
tra i boschi delle sue pendici
ognuno semina promesse
che son premesse di una guerra
ognuno cambia il suo destino
perchè si illude du cambiarlo
io, come ognuno, stamattina
ho aperto gli occhi e comincio il ballo.

SENZA
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Come la rabbia la tempesta l'imprudenza l'ansietà
quante idee vanno in fumo
mi basterebbe un po' di sabbia un po' di giorni fuori la città
anche senza nessuno
tagliare il vento come il volo degli alianti
che nel silenzio stanno su
senza resse senza scosse senza l'inquilino che abita giù
senza il rumore che batte in testa senza musica di un finto rock
anche stando a digiuno
senza orologio senza più tempo e senza i clacson di un crocevia
è il momento opportuno
guardare avanti e riscoprire le distanze
gli spazi che non vivi più
senza impegni senza scosse senza il batticuore e la sua schiavitù.
Cieli aperti praterie e le profondità
mari immensi boschi verdi rocce senza età.
Senza la scienza e senza fili quel burattino si muoverà
perchè l'uomo è qualcuno
modi di fare modi di dire fotografie della realtà
non le scatta nessuno
guardiamo avanti apriamo il cielo sulle stanze
spaziando l'emotività
senza resse senza tosse e senza più l'angoscia dovunque vai.
Cieli aperti praterie e le profondità
mari immensi boschi verdi rocce senza età
senza più folle di gente che non sa
varcare le soglie della mondanità
aprire le porte su questa vita mia
decidere se stessi qualunque giorno sia.
quante idee vanno in fumo
è il momento opportuno
Guardare avanti e riscoprire le distanze
gli spazi che non vivi più
senza impegni senza soste senza il batticuore e la sua schiavitù.
Cieli aperti praterie e le profondità
mari immensi boschi verdi rocce senza età
sogni sparsi cuori immensi nell'intimità
grida perse mani terse la tranquillità

TUTTO QUEL CHE NON SI DICE
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Il tempo è una bugia
con te non passa mai
perchè tu mi sai vivere
qualunque nostalgia
non mi confonde più
la voglia di sorridere
tu ti avvicini a me
come se fossi io
un quadro da dipingere
colorami così
davanti agli occhi tuoi
la nostra libertà
è sazia di noi due
ma ha un senso inaccessibile
non rassomiglia te
non rassomiglia a me
eppure ci fa esistere
senza pensarci mai
ci siamo accorti che
amarsi può succedere
su questa verità
ci costruiamo su.
Questo amore che cos'è
se ne parla ma lui è
tutto quel che non si dice
può rinascere e morire
star male e poi guarire
ma non s'improvvisa mai
questo amore che cos'è
è il prato che c'è in te
dove correre la vita
è come il mare più profondo
il cielo intorno al mondo
è quello che mi dai.
E non esiste "puoi"
e non esiste "vuoi"
e si oltrepassa il limite
magari affogherei
se non ci fossi tu
a bere le mie lacrime
la nostra fantasia
ha una continuità
che spezza l'abitudine
inventati per me
ma tu l'hai fatto già.
Questo amore che cos'è
se ne parla ma lui è
tutto quel che non si dice
può rinascere e morire
star male e poi guarire
ma non s'improvvisa mai
questo amore che cos'è
è il prato che c'è in te
dove correre la vita
è come il mare più profondo
il cielo intorno al mondo
è quello che mi dai.
E allora siamo qui
convinti più che mai
di essere inscindibili
ed è per questo che
la nostra volontà
ha basi irremovibili
momenti senza età
montagne di allegria
certezze inattaccabili
inizio sempre io
dove finisci tu...

NON CAMBIARE
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Non cambiare
è quel tuo sapore antico la novità
così si dice
la strada nuova non sai mai fin dove va
non sarà l'abitudine
a sconfiggere la nostra allegria
che senso ha
manomettere quel che fai
se per me va bene già come sei.
Non cambiare non cambiare mai
siamo quello che volevi
non cambiare non cambiare mai
ferma tutto quanto così.
Sempre nuove
sono le emozioni che
vivo con te
e chi le muove
sono ancorate in fondo a noi
non vanno via
cosa c'è da pretendere
da qualcosa che più grande non c'è
io ci sarò
quando tu vorrai
perchè tu ci sarai
quando io vorrò.
Non cambiare non cambiare mai
siamo quello che volevi
non cambiare non cambiare mai
basta solo se ci credi
non cambiare non cambiare mai
siamo quello che volevi
non cambiare non cambiare mai
ferma tutto quanto...
Resta uguale a come sei
che io non mi stanco mai
e non voglio niente più
perchè insistere
quando in fondo chi va bene sei tu.
Non cambiare mai
siamo quello che volevi
non cambiare non cambiare mai
basta solo se ci credi
non cambiare non cambiare mai
siamo quello che volevi
ferma tutto quanto così

SCENE VERE
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Nessuno la sente
la voce che supplica
nel buio di un vicolo
dove l'ombra diventa un invito
due mani violente
il fiato che ansima
sui segni di un livido
che per coprirlo non le basta il vestito
fa finta di niente
la grande città
neanche si pente
tutta la gente che la guarda e che va
qualunque coraggio
rimane assopito
nemmeno più un brivido
l'indifferenza non ha mai reagito
nessuno che scende
nessuna pietà
qualcuno si limita
a maledire questa nostra realtà.
Scene vere ad ogni angolo
scene vere fra noi
scene vere che poi rimangono
chiuse dentro di noi.
C'è pure chi è perso
chi imbroglia se stesso
si accosta a una macchina
e chiede soldi dicendo che ha smesso
ha gli occhi di vetro
il cuore sconnesso
ormai inaggiustabile
e se parli dice si per riflesso
gli mancano i denti
gli manca un'età
e cosa più grave è che
gli manca il senso della sua dignità.
Scene vere ad ogni angolo
scene vere fra noi
scene vere che poi rimangono
chiuse dentro di noi.
I dolori gli sbagli il problema dei figli e l'inciviltà
la violenza il rumore l'assenza di amore la bestialità.
Che vuoi che sia la nostra volontà
ombre pesanti sulla nostra libertà

ALLORA VINCO
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Nel momento che ho deciso
di coinvolgere me stessa
nella scelta temeraria
di aggredire la tempesta
in quell'angolo di festa
che fa chiasso in mezzo al cuore
quando non mi fanno male
le bugie che mi son detta
quando stimo più il concreto
che la stupida apparenza
allora vinco.
Nella voglia che ho di averti
senza mezze condizioni
nel sentirmi preparata
a far cambio di emozioni
nella noia lasciata fuori
senza pane e senza tetto
quando riesco a tollerare
l'ignoranza di un dispetto
allora vinco il senso della lontananza
perchè tu non mi lasci sola
e vinco il freddo della mia paura
quando decido che non ha importanza
e quando sono immersa nel presente
io vinco il vuoto delle ore perse
perchè le so dimenticare.
ora lo so
che il tempo lascia il tempo di esistere
ora che ho
la forza di decidere
ora lo so
che nella vita devi resistere
che non si può
lasciarsi sopravvivere.
E se penso a come ho usato
tutte quelle incomprensioni
le ho mischiate un po' alla volta
insieme a dei momenti buoni.
E mi sento preparata
e vinco le ombre di quell'amarezza
quando trovo il modo di affrontarla
e vinco l'ansia delle mie domande
su dove va a finire questo mondo
e la mia strada dove mi conduce
e vinco il buio che ciascuno ha in fondo
perchè ho imparato dove sta la luce.

DI QUESTA VITA
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Di questa vita potrei raccontare niente oppure quasi tutto
come tasselli di un mosaico antico sono i giorni miei
ogni momento io l'ho assaporato come fosse un frutto
è stato amaro il primo mio peccato
com'era dolce l'ultimo sorriso
tutti gli sbagli che non ho deciso e che non rifarei
di questa vita salverei l'attesa delle mie emozioni
le confidenze ed il clamore assurdo di tante novità
anche la rabbia che cicatrizzava delusioni
la trasparenza di un amico
tutte le notti che mi ha dedicato
e la paura che mi ha spinto a credere nell'aldilà
ma quanto cammina e fin dove arriva
ricordi sconnessi che sono già persi
istanti di paglia bruciati dal fuoco
discorsi lontani che scottano poco
parole mai dette i sogni caduti
sentire la terra se stai a piedi nudi
gli appigli scavati su tante pareti
le porte forzate di quanti segreti
un sentimento che non si traduce
è l'amore, se tu vuoi puoi chiamarlo amore
di questa vita non vorrei cambiare niente
neanche le mie brutte canzoni
son state il sale delle mie incertezze
e sono ancora qui
spicchi di vento da lanciare in alto come gli aquiloni
i compromessi per tentare il salto
le frecce aguzze delle mie opinioni
sono il coraggio che mi aiuta adesso a vivere così
ma quanto cammina e fin dove arriva
ricordi sconnessi che sono già persi
istanti di paglia bruciati dal fuoco
discorsi lontani che scottano poco
parole mai dette i sogni caduti
sentire la terra se stai a piedi nudi
gli appigli scavati su tante pareti
le porte forzate di quanti segreti
un sentimento che non si traduce
è l'amore, se tu vuoi puoi chiamarlo amore

FIGLI DI NESSUNO
(F.Berlincioni - G.Belleno)


E si spingono da soli
con le loro grandi mani
aggrappate al ferro freddo
di due ruote disuguali
gambe esili di cigno
come fragili armature
e il palazzo dei pensieri
a volte, ha tante stanze buie.
Sono i figli di nessuno
sono uomini in germoglio
sono anime più grandi
obbligate al loro orgoglio
ma vorrebbero cantare
ma vorrebbero ballare
e scottarsi sulla sabbia
per tuffarsi in mezzo al mare
anche i figli di nessuno
hanno i cuori disarmati
ed accettano la vita
perchè sono innamorati
e non contano i gradini
però contano le stelle
solo dentro i loro occhi
puoi vedere le più belle.
Sono i figli dei problemi
che non hanno mai risposte
accavallano paure
ma le tengono nascoste
hanno i sogni ipotecati
da un presente che gli azzera
ma il bisogno di sognare
è la loro arma vera.
E noi in quante cose gli abbiamo aiutati
di quante promesse gli abbiamo vestiti
soltanto uno sguardo per dire "peccato".
Sono i figli di nessuno
sono barche senza porto
ancorate ad un ormeggio
che li fa sentire a fondo
ma sanno vivere in salita
sanno essere importanti
sanno usare i sentimenti
forse più di tutti quanti.
Sono i figli di nessuno
sono statue mutilate
sono linee di profili
solamente tratteggiate
e nascoste sotto il vetro
di quel corpo che gli impaccia
c'è un bisogno di dolcezza
che si legge sulla faccia.
E noi in quante cose gli abbiamo aiutati
di quante promesse gli abbiamo vestiti
e poi quante volte gli abbiamo ascoltati
e noi in quanti discorsi gli abbiamo venduti
soltanto uno sguardo per dire peccato
avrebbero potuto non essere mai nati.
Sono figli di nessuno
solo per chi non gli ha accettati
per me son piccoli fratelli
dai destini delicati.

IO NON SO DOVE
(F.Berlincioni - G.Belleno)


Qualcosa c'è che aiuta il mondo a andare avanti
in questo scoppio di frastuoni
troppi tuoni e pochi santi
ed ogni giorno non è uguale a come è adesso
sembra che ieri sia vicino
mentre ormai è un giorno perso
si cerca di non cedere alle onde del destino
si prova a far sorridere il volto di un bambino
si asciugano i dolori
si spogliano i rimpianti
si rubano gli istanti
al gioco delle ore.
Io non so dove
eppure so che fra milioni di persone
vigliacche, pazze e imbastardite
tradite dalle angosce e dalle offese
c'è ancora amore
io non so dove
ma son sicura che per ogni lontananza
c'è già un incontro stabilito
l'invito a ritrovarsi presto
c'è una speranza che si muove
ma non so dove.
Il nostro tempo ha perso l'ombra di se stesso
sparpaglia briciole di vita
ed è veniale e disonesto
la libertà non vuol pagare le tangenti
ma la coscienza è taglieggiata
allora paghi e stringi i denti
si cerca di difendere lo spazio conquistato
si lotta per non perdere il pane che hai sudato
si asciugano i dolori
si spogliano i rimpianti
si rubano gli istanti
al gioco delle ore.
Io non so dove
eppure so che fra milioni di persone
vigliacche, pazze e imbastardite
tradite dalle angosce e dalle offese
c'è ancora amore
io non so dove
ma son sicura che per ogni lontananza
c'è già un incontro stabilito
l'invito a ritrovarsi presto
c'è una speranza che si muove
ma non so dove.
Io non so dove
ma so per certo che al di là del mare mosso
in qualche posto indefinito
stordito e stanco naviga il rispetto
cerca la giusta direzione
ma è chissà dove.
Io non so dove, non so come e non so quando
ma so soltanto che ancora fa rumore il cuore dell'umanità.